


Anni 80
I rosso-blu affrontano il ritorno in C2 più o
meno con la medesima formazione con la quale hanno ottenuto, l'anno precedente,
la promozione con l'aggregazione di un paio di nuovi elementi. Un ritorno in
"C" con alla guida Carlo Orlandi che al termine delle fatiche ottiene
un meritato ottavo posto
L'Aquila si presenta al secondo anno di C2 ad affrontare le fatiche di un
campionato con una formazione di scarso valore tecnico e, di conseguenza, non
all'altezza di competere con agguerrite avversarie.
Dense nubi offuscano l'inizio del campionato 1981/82. Alla guida della squadra
è chiamato Carlo Florimbi, La maggior parte dei giocatori è in prestito e
ritorna nella loro sede di origine. La situazione economica è una delle
peggiori.
Che cosa ci si può aspettare?
La retrocessione!Cosa fatalmente verificatasi al termine del campionato.
La società attraversa di nuovo una crisi dirigenziale. Si verificano episodi
inenarrabili, tuttavia gli atleti scendono egualmente a battersi e, malgrado
tutte le traversie conquistano un secondo posto che con una partenza migliore e
in condizioni di clima differenti poteva significare anche l'immediato ritorno
in C2.
In seno alla società non vi è pace. Di nuovo un cambio alla presidenza ed un
altro campionato che si sarebbe potuto vincere, ma che non si è vinto. Si sono
ripetute le solite difficoltà organizzative ed economiche e tutto viene
rimandato alla stagione seguente. Man mano che queste stagioni trascorrono, le
vicende interne della F.C. L'Aquila vanno di male in peggio la situazione
economica è disastrosa tanto da minacciare il fallimento della S.p.A. e la
partecipazione al campionato. Viene effettuata un'ampia epurazione di giocatori
e si affrontano le future fatiche nella speranza di ottenere almeno la
permanenza nell'Interregionale. Da registrare solo l'attaccamento ai colori
sociali del giocatore Cherubini che ottiene il record delle quattrocento partite
giocate in rosso-blu.

Tale situazione, a volte grottesca, permane per tutti gli anni 80. L'ultimo atto
del decennio all'inizio sembra promettere molto, ma alla fine sarà più
deludente degli altri.
Dalla retrocessione nell'Interregionale sono trascorsi dieci anni e le cose non
sono cambiate. si ricade sempre negli stessi errori, ma non si può negare che
vi siano grandi difficoltà nel cammino. Si insiste negli errori di sempre come
ad esempio acquistare giocatori a campionato inoltrato: si esonerano gli
allenatori con leggerezza e, di conseguenza si finisce in zona retrocessione.
Diciamo pure che non ci sono le condizioni idonee per poter realizzare le
premesse della vigilia. La promozione è un'utopia. Il mancato rendimento di
alcuni atleti, sui quali si faceva affidamento, le squalifiche ed alcuni
arbitraggi hanno contribuito al fallimento.
Purtroppo per vincere un campionato bisogna superare molti ostacoli, ma
soprattutto ci vuole una squadra competitiva.








