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Anni 70

Il secondo campionato di serie "D" ,a differenza del primo, che all'inizio aveva fatto ben sperare, è risultato del tutto deludente a causa di un pessimo finale. Nuovo cambio della guardia alla presidenza della società ; ha inizio la tanto discussa "era" di Ermenegildo De Felice, ma il corso della compagine aquilana non subisce variazioni. Il nuovo presidente all'ingresso in società per il suo mandato ha tenuto, ad onor del vero, a precisare che la squadra non ha velleità di promozione, precluse queste dalla crisi economica che attanaglia il sodalizio, crisi aggravata anche dalla richiesta degli eredi Cicchetti di somme anticipiate dal padre. Quindi, anziché dedicarsi al rafforzamento della squadra, lo staff dirigenziale è alla ricerca di fondi per far fronte alle non indifferenti richieste. Malgrado tutto ciò il risultato  conseguito al termine è alquanto confortante: quinto posto.
Con la stagione 1973/74 si giunge ad un lustro di permanenza nel purgatorio della serie "D". La crisi dirigenziale, sempre alle porte, si conclude con la permanenza alla presidenza di De Felice, ma il continuo assillo della vertenza con gli eredi Cicchetti e con l'aggiunta di altre richieste anche da parte di ex consiglieri. Così anche tale stagione per i rossoblù, guidati dal tecnico Adelchi Brache, già conosciuto negli ambienti locali per aver guidato la squadra dal 1966 al 1968 e, malgrado l'alto numero di atleti a disposizione, è risultata un mezzo fallimento, limitandosi la lotta ad evitare la retrocessione.
Purtroppo anche l'annata successiva non offre molto ai già delusi tifosi. Quindi le premesse per portare L'Aquila in serie "C" rimangono solo promesse e la gestione "a cinghia tirata" per i mancati introiti non offre di meg1io e nuovamente tutto viene rimandato al futuro. Ma quale futuro? Innanzi tutto non si riesce a risolvere il problema dirigenziale. La società ha bisogno di persone preparate e competenti, ma soprattutto responsabili.
Nel corso del campionato 1978 la società entra ancora una volta in crisi dirigenziale. Si giunge persino a rivolgersi al Sindaco per ottenere le dimissioni del presidente in carica, bersagliato sia dalla stampa che dai tifosi. La decisione viene presa nei primi di dicembre .A sostituire De Felice al suo ottavo anno di dirigenza viene chiamato Salvatore Petrilli che, essendo già presiedente di altra società calcistica, è costretto a rinunciare e far posto al fortunato Tonino Agnellini. Finalmente cielo sereno e sole all'orizzonte ad illuminare un campionato indubbiamente tra i più belli, che culmina con la tanto agognata promozione, ma che purtroppo è funestato da un gravissimo incidente che costa la vita a quattro giovanissimi tifosi, in quel di Sulmona, mentre si recano ad assistere allo spareggio con l'Avigliano.
E' qui doveroso ricordare quelle giovani vite che rispondono ai nomi di Paolo Centi, Maurizio Climastone, Carlo Dionisi e Carlo Risdonne.
La lotta per acquisire il diritto alla promozione nella serie superiore è stata accanita sino all'ultima giornata e si protrae poi con lo spareggio in quel di Cassino tra Avigliano e L'Aquila, terminato con la netta affermazione dei nostri per 2-0.
"Dieci anni e ... novanta minuti. Questo il lungo calvario dell'Aquila prima dì tornare a sorridere in serie 'C' ".
Questo il commento dell'inviato alla partita di Cassino.