Anni 30 Anni 40 Anni 50 Anni 60 Anni 70 Anni 80 Anni 90 Anni 2000

Anni 60

Un futuro pieno di incognite che registra alla guida della società un commissario, eletto il 30 dicembre 1959 nella persona dell'Avv. Nello Mariani il quale ha dichiarato di avere l'apporto di alcuni "volenterosi e facoltosi sportivi" disposti a far parte del direttivo ed intenzionati a rinsanguare le casse sociali al fine di poter guardare con più tranquillità il futuro. Ben poche variazioni nella rosa dei giocatori, guidati ancora da Neckadoma. Si vocifera di un possibile ritorno dell'On.le Del Fante o di Cicchetti quali mecenate. Unica attività da parte della dirigenza è la presa di contatti con alcune società che hanno avanzato richiesta di atleti rosso-blu, unica via di uscita dal deficit accumulato. In dubbio persino la partecipazione al campionato 1960/61 per l'impossibilità di reperire la somma per l'iscrizione, ottenuta in seguito grazie alla cessione del mig1ior calciatore Di Bartolomeo al Lanerossi Vicenza. Si ritorna a giocare allo stadio che era stato precluso nel marzo del 1960 per il rifacimento del terreno per poter ospitare le gare olimpiche assegnate alla nostra città.
Ad allenare i rosso-blu, esautorato Neckadoma ,torna Leonzio. 

L'inizio del campionato fa registrare un forte cedimento della squadra, poi un finale con un' indovinatissima tattica in trasferta fa si che si conquistino punti per risalire velocemente la corrente che fanno ben sperare, ma le ultime giornate registrano alcune sconfitte interne, tuttavia pur chiudendo in malo modo un campionato durante il quale si era registrata una certa ripresa, la posizione finale registra trentadue punti, conseguiti con nove vittorie, dodici sconfitte e un record di pareggi: quattordici.
Tale situazione di instabilità e fragilità tanto agonistica che dirigenziale si accompagna alla squadra aquilana per tutto il decennio, raggiungendo il proprio culmine negativo nell'annata 1968/69, annata nera per i colori aquilani che sprofondano nel purgatorio della serie "D" ,dove rimarranno per ben due lustri prima di poter rioccupare una poltrona di serie "C" . Per fortuna a tenere alto il buon nome della città ci pensa L'Aquila Rugby che si aggiudica il suo secondo scudetto tricolore.